Imballare un divano per il trasloco a Roma: come si fa

Il divano è il mobile che crea più problemi in un trasloco, e quasi mai per il motivo che si immagina: non è il peso, è l’ingombro. Imballare un divano bene serve a proteggere il tessuto, ma la vera partita si gioca prima, con il metro in mano: se non passa dalla porta o dalla tromba delle scale, nessun pluriball lo salva. Noi di Freccia facciamo traslochi a Roma dal 2003. Ecco come si fa, passo per passo.

Prima di imballare: prendi tre misure

Questa è la parte che tutti saltano e che fa perdere ore il giorno del trasloco. Prima di comprare il materiale, misura:

  • Il divano: larghezza, profondità e altezza. Poi la diagonale, perché è su quella che passa davvero.
  • La porta di casa e quella del pianerottolo: luce netta, senza lo stipite.
  • Il punto più stretto del percorso: la curva delle scale, la cabina dell’ascensore, il corridoio del condominio.

Se la profondità del divano supera la luce della porta, il divano esce in verticale. Se nemmeno così passa, si smonta o si cala dall’esterno. Nei palazzi di Prati e del Flaminio capita spesso: porte strette e ascensori aggiunti dopo, grandi quanto una cabina telefonica.

Cosa serve per imballare un divano

Nei nostri traslochi il divano lo imballiamo con pluriball cartonato e cartone, e basta: la bolla assorbe il colpo, il cartone tiene la forma e regge lo sfregamento contro gli stipiti. Niente coperte e niente pellicola, per i motivi che spieghiamo più sotto. Il materiale si trova in qualsiasi negozio di imballaggi per traslochi.

MaterialeA cosa serveQuanto ne serve (divano 3 posti)
Pluriball cartonatoRiveste seduta, spalliera e fianchi: protegge e tiene la forma1 rotolo da 10 m
Fogli di cartoneDoppio spessore su spigoli e fianchi, dove si sbatte4-6 fogli
Angolari di cartoneSpigoli vivi e piedini in legno4 pezzi
ScatoloniCuscini, fodere, materasso del divano letto2-4
Nastro da imballoChiudere il cartonato — solo sul cartone1-2 rotoli
Cinghie a cricchettoFissare il divano in furgone2

Una regola che vale più di tutto il resto: il nastro adesivo non va mai a contatto con il tessuto o con la pelle. Lascia la colla, e su un divano chiaro si vede per sempre. Il nastro si chiude solo sul cartone, mai sul rivestimento.

Come imballare un divano passo per passo

  1. Svuotalo. Via cuscini, fodere e piedini a vite. I piedini si tolgono in due minuti e fanno guadagnare 8-10 cm di altezza: spesso è la differenza fra passare e non passare.
  2. Togli i braccioli. Su quasi tutti i divani si smontano, ed è la prima cosa che facciamo: il divano si alleggerisce, si restringe di 20-30 cm e si porta in due. Guarda sotto la seduta o dietro la spalliera, nel punto dove il bracciolo si unisce alla struttura: di solito due o tre bulloni, a volte staffe a scomparsa.
  3. Metti la viteria in una busta e fissala con il nastro al cartone che riveste la seduta. Se finisce in uno scatolone, il giorno del montaggio non la trovi più.
  4. Lava la fodera solo se hai tempo. Deve essere perfettamente asciutta prima di chiuderla: un tessuto umido chiuso in una scatola fa muffa in due giorni. Se traslochi domani, lasciala sporca e lavala dopo.
  5. Riveste tutto col pluriball cartonato, bolla verso il tessuto e cartone all’esterno. Seduta, spalliera, fianchi, e i braccioli smontati uno per uno. Si chiude col nastro sul cartone.
  6. Raddoppia sugli spigoli. Angolari di cartone sui quattro angoli e un foglio in più sui fianchi: sono i punti che strisciano contro stipiti e ringhiere.
  7. Cuscini a parte. In scatoloni, mai schiacciati sotto il divano in furgone: perdono forma e non la riprendono.

Divano in pelle o in Alcantara

Sulla pelle chiara e sull’Alcantara mettiamo un foglio di cartone in più sulla seduta: è la parte che prende lo sfregamento quando il divano passa in verticale. Qui si capisce anche perché evitiamo la plastica tirata sul rivestimento — in un furgone fermo al sole di luglio si attacca e lascia l’alone.

Divano letto e divano angolare

Il divano letto pesa il doppio per colpa della rete metallica, e la rete va bloccata prima di muoverlo — con una cinghia o col nastro sul cartone, mai lasciata libera: se si apre per le scale, qualcuno si fa male. L’angolare quasi sempre si divide in due o tre moduli, con clip o ganci sotto la seduta. Con i braccioli via e i moduli separati passa dove intero non passerebbe mai.

Portarlo fuori: la parte romana del problema

A Roma il divano raramente scende dall’ascensore. Nei palazzi del centro e in buona parte di Monteverde e San Giovanni l’ascensore è troppo piccolo, quando c’è. Restano tre strade:

  • Le scale. Si fa in due persone, una sopra e una sotto, con il divano in verticale e le mani sulla struttura, non sui cuscini. Serve una scala da trasloco o uno sgabello solido per superare i pianerottoli stretti.
  • Dalla finestra o dal balcone. Con il montacarichi, che nei nostri traslochi portiamo e manovriamo noi quando il percorso interno non basta. Serve una finestra o un balcone accessibile e spazio in strada per appoggiare la scala.
  • Smontato. Con i braccioli via — e sugli angolari con i moduli separati — spesso è la strada più veloce di tutte, non l’ultima spiaggia.

Due cose vanno sistemate con qualche giorno di anticipo. Il posto in strada: se il furgone deve stare davanti al portone serve il permesso di occupazione del suolo pubblico, altrimenti si finisce a fare cinquanta metri a piedi col divano in mano. E la ZTL: se carichi o scarichi nel Centro Storico, a Trastevere, al Testaccio o a San Lorenzo, le fasce orarie si controllano prima di fissare l’ora, non il giorno stesso.

In furgone: come si carica

In piedi, su un fianco lungo la parete del furgone, fissato con due cinghie: una sulla seduta, una sulla spalliera. Mai sdraiato con le scatole sopra, perché la struttura in legno lavora e dopo qualche chilometro di buche romane si sente scricchiolare. I cuscini sopra, mai sotto.

Quando conviene farlo fare a noi

Un due posti al piano terra lo sposta chiunque, con un amico e un pomeriggio libero. Negli altri casi vale una telefonata: un divano rotto o una ringhiera sfondata costano più del trasporto. Chiamaci se:

  • sei dal terzo piano in su senza ascensore;
  • il divano è un angolare, un letto, o in pelle chiara;
  • dalle misure capisci che dalla porta non passa;
  • serve il montacarichi per calarlo dalla finestra;
  • devi caricare o scaricare dentro una ZTL;
  • il divano lo devi solo portare giù, per buttarlo o per darlo via.

Su richiesta imballiamo solo i pezzi delicati e ingombranti — il divano, gli specchi, i quadri — e il resto lo imballi tu: è la soluzione che molti clienti scelgono per tenere giù il preventivo.

Domande frequenti

Serve smontare il divano per traslocarlo?

Nella maggior parte dei casi sì, almeno i braccioli: si smontano su quasi tutti i divani e il pezzo diventa più leggero e più stretto, quindi più sicuro da portare per le scale. Via anche piedini, cuscini e fodera. Lo smontaggio della struttura portante serve solo quando le misure non lasciano alternative.

Quanto costa far trasportare un divano a Roma?

Dipende dal piano, dall’ascensore, dalla distanza e dal fatto che serva o no il montacarichi: sono le quattro cose che cambiano il prezzo. Mandaci una foto della facciata e del divano su WhatsApp e ti rispondiamo con una cifra; se la situazione è complicata facciamo prima un sopralluogo, che è gratuito. Il preventivo definitivo si fa sempre dopo aver visto il percorso.

Perché non usate coperte o pellicola trasparente?

Perché nessuna delle due protegge dagli urti. La coperta attutisce la polvere e in due rampe di scale si sposta, lasciando scoperto proprio lo spigolo che sbatte. La pellicola tiene fermi i pezzi ma contro un colpo non fa niente, e sopra un tessuto sigilla l’umidità. Il pluriball cartonato assorbe il colpo, resta dov’è e lascia respirare.

E se il divano vecchio non lo voglio più?

Ci sono due strade, e cambiano di molto il lavoro che resta a te.

  • Lo portiamo via noi, nello stesso giro del trasloco: scende con tutto il resto e non resta in casa ad aspettare. Lo smaltimento ha un costo a parte, che trovi fra i prezzi dello smaltimento mobili.
  • Il ritiro ingombranti dell’AMA, che è gratuito ma va prenotato. Attenzione a una cosa che sorprende quasi tutti: l’AMA non sale in casa. Quando arriva il mezzo il divano deve già stare giù, nel punto di raccolta.

Se scegli l’AMA, quindi, il problema vero è portarlo giù — e un divano da buttare pesa come uno da traslocare. Se non riesci a farlo da solo lo portiamo giù noi: è solo facchinaggio, senza trasporto, e si fa anche fuori da un trasloco. Chiamaci e ti diciamo com’è il piano.

Un’ultima avvertenza: il divano va messo fuori dentro la finestra che l’AMA ti indica quando prenoti, di solito la sera prima del passaggio. Lasciato lì fuori orario è un ingombrante abbandonato e si rischia la multa, oltre a litigare con i vicini. Molti attaccano sopra un cartello con la data del ritiro, così nessuno lo sposta e si capisce che è in attesa dell’AMA: non è un obbligo, ma è un’abitudine che funziona.

Se piove il giorno del trasloco si rimanda?

No, la pioggia normale non ferma un trasloco: il cartonato si copre con un telo impermeabile per i pochi metri all’aperto e si lavora sotto. La data concordata resta quella. Solo in caso di allerta meteo ufficiale ci sentiamo il giorno prima per decidere insieme.

Vuoi che al divano ci pensiamo noi?

Siamo Freccia SRL, traslochi a Roma dal 2003. Chiedi un preventivo gratuito e dicci piano, ascensore e che divano hai: ti diciamo subito come lo faremmo uscire.

📞 339 240 1737 — Lun-Sab 8:00-19:00
💬 WhatsApp: scrivici qui, manda una foto della facciata e del divano e ti rispondiamo con una cifra.